E non è roba di poco conto

Riemergi al mondo e scopri di abitare in un paese in cui la distanza tra la politica e il paese reale è talmente divergente che, ancora solo la pazienza di aspettare un paio di gradi di deviazione, e il rischio che finalmente si incontrino è quasi certo, non foss’altro perché ormai s’è coperta la parabola dei 360 gradi; un paese in cui i magistrati si dilettano nell’asilo nido della politica con identiche modalità di gestione delle divergenze, quando ormai c’eravamo pigramente abituati a pensare che fossero l’unica cosa a separarci dalla barbarie; e in cui una testa di minchia come Mario Balotelli è in grado di spostare voti dall’area non so coniugare i congiuntivi e non me ne frega un cazzo a quella del massì, lo voto, tanto è tutto un magnamagna e almeno così uno scudetto me lo porto a casa. Oggettivamente una roba da farci rimpiangere la Minetti e tutto  il plurinquisito governo della regione Lombardia. Perché, insomma, in quel caso, per far la Storia del Paese non bastava tirare calci a un pallone. Ci voleva almeno un pompino come dio comanda, che, mettetela come vi pare, è pur sempre una roba per cui ci vuole passione, tempo, tecnica e delicatezza, oltre che un certo talento naturale che haivoglia a coltivare la performance, o ce l’hai nel dna o non c’è tutorial che te lo possa insegnare.

Ma io non mi preoccupo, perché è da mo’ che mi ritrovo in ginocchio a zappettare l’orto in compagnia di Candido. Che non mi ricordo nemmeno quanto tempo è passata dalla prima volta che mi capitò di citarlo in un post, e da allora ad oggi torna regolarmente a trovarmi, perché lo sa lui, come lo so io, che sono pochi i rifugi più accoglienti del suo giardino di rose. In cui infatti soggiorno splendidamente.

E infatti ho appena passato un fine settimana leggero e delicato come l’acqua di certe fontane di Roma, in cui tutto è fluito liberamente e senza ostacoli di sorta, e in cui si è mangiato, bevuto, riso con intelligenza e chiacchierato – quasi sempre di cibo, e lo sa il cielo se non sia questa la più alta forma di cultura – fino allo sfinimento. Il portafoglio, l’avessi lasciato a casa, non me ne sarei nemmeno accorta per quanto poco me ne sono servita. E non perché non si sia speso. Ma perché svariate deliziose personcine si sono prese cura di me come fossi stata una sorella.

Dovessi pensare a una sintesi del tutto, vorrei ricordare  solo un lungo viaggetto silenzioso nella notte fra le colline del Piemonte piene di neve, alla guida di un’auto che ho confiscato d’ufficio e in cui mi sono seduta al volante pur senza esserne la legittima proprietaria, per la buonissima ragione che con il mio spritz e le mie 3 birrette artigianali, ero senza ombra di dubbio la più sobria di tutti. Vorrei dire che il viaggio è stato silenzioso e poetico perché aleggiava un’atmosfera di sereno e consapevole appagamento dei sensi. Però andrei più vicina al vero affermando che il silenzio dipendeva dal fatto che stavo riportando indietro 4 individui di ambo i sessi a vario livello di sbronza, ma quasi tutti intorno alla soglia della cucuzza avanzata.

Vivo in un paese di merda, ma conosco della gente splendida. Questa contribuisce moltissimo a rendermi felice. Rimuovo come posso il il punto 1, e non mi dimentico mai quanto sono fortunata.

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13 thoughts on “E non è roba di poco conto

  1. Bello. Grazie per aver condiviso.
    E grazie anche per aver fatto sì che ne incrociassi qualcuno, seppur di striscio e da lontano.

    (certo però che a voler sempre approfondire il discorso sui pompini… siete crudeli, ecco)

  2. passione, tempo, tecnica e delicatezza, oltre che un certo talento naturale, ci vogliono anche per saper giocare a calcio, e penso che balotelli – per quanto testa di minchia – alcune di queste qualità ce le abbia. detto questo non so quanto davvero possa creare voti (spostare direi di no, se dio vuole), ma forse voglio solo essere ottimista.

    venendo alle cose serie, lo so che sembra che ci complimentiamo addosso, ma anche per noi è stato bello, probabilmente anche grazie a quel fluire naturale che quando si passa dal virtuale al reale non è sempre così automatico. ah, non vediamo l’ora di replicare 🙂

    p.s.: il viaggio È stato silenzioso e poetico perché aleggiava un’atmosfera di sereno e consapevole appagamento dei sensi, mica eravamo brili, oh!

  3. Infatti ti abbiamo pensato al momento del commiato dalla Poison, sai Viperuzz? E’ stata lei a dire: poi glielo raccontiamo. E vorrei sapere cosa ti impedisce atte la prossima volta di essere dei nostri.

  4. La ‘elle’ la ritroveremo. E se non la troviamo, io me ne perdo talmente tante che una da prestarti la trovo di sicuro. Quanto alla replica, e infatti io vi aspetto qui a marzo, niente scherzi.

    • Ma tu davvero dici che Balotelli non sposta voti? Perché lo so anch’io che pure per il calcio un certo talentaccio ci vuole, sebbene continui a considerare i pompini un’occupazione in cui è più interessante specializzarsi, però questa cosa mi fa talmente incazzare che mi provoca reflussi di sarcasmo.

      • Mi raccomando, fatemi sapere la data appena decidete, che a marzo devo fare anche un salto a Roma, e ci manca solo che perdiamo quest’occasione!

  5. Pingback: Di bloggers & di reliquie | Middlemarch reloaded

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