Ingravescentem aetatem

Nel tripudio di assurdità che una notizia simile suscita stuzzicando la peggiore libido dei mezzi di informazione, la cosa che mi ha colpito di più è stata il ricorso al latino da parte di un tipo che due mesi fa s’era messo su Twitter. Il latino credo fosse una scelta obbligata sotto il profilo formale. E’ un atto con tutti i crismi emanato dal capo di uno stato in cui quella è ancora la lingua ufficiale, per cui non ci sono cazzi.

Twitter invece no, era una scelta magari opportuna ma certamente non necessaria, e, diciamocelo pure, da parte di un vecchietto novantenne male in arnese, più avvezzo ai diplomi medievali in semionciale che all’html, avrà costituito anche un notevole sbattimento di maroni. Immagino bene che tecnicamente i tweet non li digitasse lui, ma insomma anche solo per far penetrare il concetto di cosa sia twitter e a che cacchio serva, suppongo che avranno durato parecchia fatica lassù in Curia.

La cosa mi colpisce perché noto tutto un movimento atto a insinuare la convinzione che no, non si è trattato di un colpo di testa. E’ una cosa pensata, elaborata e meditata. Pare che lo sapessero Georg il Segretario, Georg il Fratello, Giorgio il Presidente della Repubblica, e insomma come potete mai credere che una decisione di questa portata si prenda senza valutare tutte le implicazioni? Tutto tranquillo. Tutto sotto controllo. Non sta succedendo niente di strano. La crisi della Chiesa non c’entra e spostati ragazzino e lasciami lavorare.

Invece secondo me Twitter sta lì a smentirli tutti. Perché se fosse vero che ci stava pensando da un po’, l’ultima cosa al mondo che gli sarebbe venuta in mente di fare, sarebbe stato aprirsi un account su Twitter, che, diciamocelo serenamente, non è ai primi posti nella lista dei Gesti Epocali da Tramandare alla Posterita’ con cui un pontefice spera di essere ricordato, specie uno come lui, uno cioè che si troverebbe senza dubbio più a suo agio al Concilio di Nicea che a uno spritz hour.

Non posso nascondere che il gesto in qualche modo me lo rende simpatico. Per diverse ragioni. La prima è che ficca un sacco di gente – e Berlusconi per primo – in una montagna di guai. La secondo è che obbliga i parrucconi del Conclave a stramazzarsi di fendimetrazina per via endovenosa  e a non chiudere occhio fino a Pasqua avanzata per metterci una pezza in modo che non si notino le crepe. La terza è che tutti i cattolici ossequienti che conosco stanno storcendo il naso in un modo che trovo pateticamente esilarante. E la quarta è che il gesto spariglia nel mucchio, e la Chiesa nella sua storia millenaria questa cosa non la fa mai. Assolutamente mai. La Chiesa copre, seppellisce, interra, inuma, mineralizza e infine fossilizza qualsiasi input che trova difficilmente digeribile. Perché il casino provoca costernazione. La costernazione scuote dal torpore. Dopodiché nessuno sa cosa può succedere.

Comunque nell’insieme la cosa più spettacolare è la faccina del prelato seduto in seconda posizione a sinistra del papa durante l’annuncio, l’avete visto? E’ seduto più in basso. Quello di sicuro è uno che non ne sapeva niente. E che il latino lo mastica per le giaculatorie dell’ora pro nobis, ma non ce l’ha fluente. Per cui lo sconcerto che gli si legge in volto è palese e inequivocabile. Capisce all’incirca. Ma non è sicuro. Vorrebbe alzarsi e dargli due sberle per farlo smettere. Ma ovviamente non può. Una meraviglia assoluta.

Adesso ve lo linko, e poi ditemi voi se il tipino non meriterebbe almeno di essere preso in seria considerazione per un Grammy come migliore attore non protagonista.

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7 thoughts on “Ingravescentem aetatem

  1. 1) e due (i post con lo stesso titolo). posso farne uno anch’io? 🙂
    2) post meraviglioso
    3) ma lo sapevano solo quelli che si chiamano giorgio? magari lo sapeva anche clooney, va a sapere
    4) il video è bellissimo, ma devo dire che tra i due pret… prel… cardin… sì, insomma, tra quei due accanto al papa è una bella gara di facce imperdibili

    • E’ bello anche quello in piedi accanto a lui, è vero, però la differenza è che proprio non capisce un cazzo di latino e si vede benissimo. Per quello che ne sa lui, il papa potrebbe anche stare declamando la formazione di Italia-Germania e andrebbe benissimo lo stesso. Un buon caratteristica con una sua discreta presenza scenica, ma niente di più. L’altro invece è eccezionale perché intuisce, ma non è sicuro. Gli si legge in faccia come un libro aperto.

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