Feticci d’Oriente

Ieri leggevo da qualche parte che in Giappone la prostituzione è lecita. Sempre. A meno che non sia implicata la penetrazione di una patata da parte di un pisello. Incluso nella posizione del missionario. A parte questo, non ci sono divieti di altra natura.

Si intende con questo che ogni possibile, pensabile, schizzabile, ingestibile perversione a portata di fantasia umana, si può fare. Ma niente patate e niente piselli. Cioè: se la polizia fa irruzione in una topaia equivoca e ti sorprende a farti infilare cannucce per la vasectomia sotto l’ascella da una mistress chiodata con gli scarponi roncolati, mentre con l’altra mano ti infila un teaser su per il culo, è tenuta a ritirarsi in buon ordine e porgerti le sue scuse. Gentile signora ci perdoni l’intrusione in un’ora assolutamente inopportuna e mi consenta di riporle le cinghie elettrostimolanti sopra la credenza perché lì per terra potrebbero cagionare grave nocumento a qualcuno che involontariamente vi inciampasse. Colgo l’occasione per proporle l’acquisto di un biglietto della lotteria per le festività del ciliegio in fiore, il cui ricavato verrà interamente devoluto agli orfani della polizia. Se invece ti beccano ad attardarti a pagamento nello schema più banale del mondo, possono sbatterti in cella e tirare via la chiave.

La cosa strana è che quando nasci su una sponda qualsiasi di quella pozzanghera d’acqua salata che è il Mediterraneo, tendi a pensare che il cristianesimo e l’islamismo abbiano esaurito ogni possibile abominio nei confronti del sesso, e che tutti gli altri popoli in effetti se la cavino un po’ meglio. Almeno sotto questo ristretto profilo. E invece vedi come in tanti ti soprendono?

Basterebbe questo per capire che potenziale assolutamente iconoclasta possiede il sesso. E perché vale sempre la pena battersi per la libertà della sua espressione in ogni possibile forma.

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3 thoughts on “Feticci d’Oriente

  1. In Giappone ci sono le bambine (ricordo un servizio sulle studentesse dei licei, tutte in divisa tipo marinaretta) che vendono mutandine “usate”, peli pubici e altro a negozi specializzati. Le stesse, se vogliono, possono farsi tenere per mano o accompagnare da questi signori. tutto a pagamento, ovviamente.
    I clienti credo si chiamino papa-san, ma non ci giurerei.

  2. Strani sono strani, i giapponesi. Ad esempio sono gli unici che pubblicano i filmini porno censurati, dove ne fanno di ogni ma patata e pisello sono oscurati. Peccato perchè il genere “Asian” di suo non mi dispiacerebbe.

  3. Maddai!!! Pensavo anch’io ai pornazzi giapponesi, la settimana scorsa. O più tempo fa, non saprei. Hai vinto un premio Middle! Se lo vuoi però devi sobbarcarti la noia di leggere me. 🙂

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