Tipo quando ci prendiamo molto sul serio

Ci sono due modi per deludere le aspettative.

Puoi deludere quelle che altri hanno coltivato per te. O puoi deludere quelle che tu stesso hai programmato.

All’apparenza il primo caso è il peggiore. Fa di te una creatura debole ed eterodiretta, che è infelice essenzialmente per colpe altrui. Però ha un vantaggio: che magari un giorno ti svegli dal coma esistenziale e puoi pronunciare la fatidica sentenza andatevene tutti affanculo.

Il secondo caso invece – quando si dice l’ironia della sorte – è quello che per molti rappresenta un sinonimo di libertà. In fondo fai quello che vuoi, ed è questo il succo, no? Sei una creatura indipendente. E invece ti stai solo prendendo per il culo. Libertà è quando quel che fai ti corrisponde, e scivola fuori dalle mani o dalla bocca come un fiore sboccia da una gemma, come il frutto più pura della tua essenza. O quando interno ed esterno coincidono. Oppure ancora quando non c’è soluzione di continuità fra azione e intimità. Non è libertà invece quando in te convivono sotto lo stesso tetto un carceriere e una vittima. Un carceriere che abbaia ordini e disprezza, e una vittima che esegue di malavoglia maledicendoti.

Se ascolto la mistica medievale che è in me, so benissimo che il peccato originale sta nel credere che ci sia del vero in questa polarità, e che la salvezza risiede nell’essere capaci di riunire quel che non è diviso.

Nella pratica empirica sono amarissimi cazzi.

gzen

Annunci

4 thoughts on “Tipo quando ci prendiamo molto sul serio

  1. A me verrebbe da pensare che il modo peggiore sia il secondo, che se deludo le aspettative degli altri magari è perchè voglio essere libero di coltivare le mie.
    Nel mio caso, per esempio, ho sempre deluso le mie per assecondare le altrui, e non è che mi senta propriamente felicissimo.
    E si, continuerò così. Perchè a questo punto mica vorrò deludere quelle aspettative, no?

  2. Ironia della sorte è leggere un post solo dopo aver parlato d’indipendenza. Così ti trovi sputtanato nel pensiero. Cazzo, il tempismo alle volte. Poi, ci ripensi, e pur essendo anche tu una capa di bomba, come dice qualcuna, arrivi ad avere quel tanto d’intelligenza che basta per trovare la giustificazione che ribalta tutto e ti fa tornare in sella. Potresti dire che indipendenza è anche fottersene del giudizio altrui, ma non lo dici. Troppo banale. Preferisci scomporre e ricomporre il suo pensiero per ribaltarlo. Sai bene che il tuo è un paraculismo precario, ma quando è guerra è guerra. E allora ritagli “Sei una creatura indipendente. E invece ti stai solo prendendo per il culo. Libertà è quando quel che fai ti corrisponde”. Certo, sarebbe vero se indipendenza significasse anche libertà ma questo non è un assioma. Indipendenza e libertà non sono per forza sovrapponibili. Così pure quella convivenza del carceriere e della vittima. Embè? Non è forse vero che in te convivono già il bene ed il male? Non limitano la tua indipendenza, al massimo condizionano le tue scelte. Quante volte, pur volendo restare, andiamo via? O viceversa. Educazione, opportunismo, sensibilità, amor proprio, altruismo, egoismo, paura. Un elenco infinito di confini. Come onde del mare. Ce n’è sempre un’altra da superare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...