Birthday mood

Ho 3 articoli in bozza, e nemmeno uno che sia remotamente degno di vedere la luce. Ammesso che questo sia un luogo moderatamente luminoso, dico. Ma non sono comunque degni nemmeno rispetto alla media di quello che pubblico io, indipendentemente dal percentile appropriato in cui andrebbero a collocarsi in un’ipotetica scala di qualità bloggaria, nell’ipotesi che qualcuno avesse voglia di tirare due rette cartesiane e tentare l’impresa. La didascalia sotto la tabella potrebbe recitare: come mandare inutilmente in vacca una curva gaussiana.

Perché ci sono cose che non meritano di essere misurate. Misurare è pur sempre un’attività che fornisce dati di ordine quantitativo. Mentre certe cose andrebbero ignorate. Meno se ne sa e meglio è. Il malumore, per esempio. La frustrazione. Il senso di impotenza. La rabbia inutile. Il disagio. Il rodimento.

Che sono tutte emozioni degne di esistere, come qualsiasi cosa che c’è. Perché magari non sembra, ma questa è una robetta zen che ho assimilato bene anche se ancora mi causa qualche problema digestivo. Ma attardarsi, prendere le misure, autocompiacersene, quella no, quella non è cosa buona né tanto meno giusta.

Oggi è il compleanno di una persona che amo moltissimo. E io pretendo di recuperare il pieno buonumore per festeggiarla come merita. Perché senza di lui sono solo una donna di mezza età instabile e priva di meta. Mentre se ho ancora un centro, una direzione, e nessuna paura di continuare a crescere e sbagliare, è solo grazie al conforto del suo inossidabile amore.

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7 thoughts on “Birthday mood

  1. La persona che ami moltissimo che è venuta in mente a me credo che sia la stessa venuta in mente a Dantès. Gli faccio un sacco di auguri, anzi li faccio a entrambi perché… perché si. Non dovesse essere la persona che è venuta in mente a me, fa lo stesso: gli auguri ci stanno in ogni caso e con lo stesso tripudio scanzonato, poetico e allegro.
    Poi mi è venuta in mente un’altra cosa: Il cielo sopra Berlino e i trapezisti che svolazzano da un’altalena all’altra in coppia, si lanciano lontano e poi si riprendono con maestria acrobatica e azzardata eppure sicura mirabilante consapevolezza. E’ l’unico tipo di dialogo che mi sembra avere un intimo senso estetico in una coppia.

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