Per pura casualità

Passarti accanto facendo finta di niente. Cogliere al volo inutili citazioni di amministrazione corrente, tutta quella fuffa di cui ci riempiamo la vita e che è destinata a svanire come neve al sole in un imprecisato futuro che ci sembra sempre lontanissimo, ma che ci coglierà quasi certamente impreparati. Ma questa non è la cosa peggiore. Questa semmai è solo la natura che fa il suo corso, per cui non vedo di cosa ci dovremmo preoccupare.

E se proprio di qualcosa ci dobbiamo preoccupare, non è di quel che verrà dopo, ma di quel che che succede prima che quel momento arrivi, semmai. Perché stando alla letteratura sul tema, è solo la consapevolezza di quel confine che ci restituisce lucidità. E’ lì che capisci di quante inutili cazzate ti sei riempito la vita, e soprattutto in che misura imbarazzante hai lasciato che ti sfuggissero le uniche cose capaci di darle spessore e potenza, quel distillato d’anima e di fuoco di cui sappiamo così poco, ma che abbiamo sperimentato abbastanza a lungo per sapere che solo allora abbiamo davvero vissuto, e che quella è l’unica ipoteca di eternità che ci è dato praticare.

Ti sono passata accanto a meno di 30 centimetri, e forse non te ne sei nemmeno accorto. Eri assorto a parlare di cose che hanno a che fare col ruolo che sei chiamato a occupare, e non certo con quello che sei, né con quello che vorresti essere, meno che mai con quello che hai desiderato, ammesso che sia una licenza che ti sei mai potuto permettere.

Ed è una perfetta metafora del nostro passato. Io ti ho visto. Tu no. C’erano altre urgenze, evidentemente. Altre cose che con più legittimità richiedevano la tua attenzione. Tu eri focalizzato sul risultato. Io ero focalizzata sul silenzio e l’invisibilità. Come sempre in passato eravamo vicini ma circoscritti. Forse perfino prigionieri. E certamente definiti solo dal preciso confine della vocazione e dell’essenza.

rette

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3 thoughts on “Per pura casualità

  1. “E se proprio di qualcosa ci dobbiamo preoccupare, non è di quel che verrà dopo, ma di quel che che succede prima che quel momento arrivi, semmai.” Eggià. E come mi ritrovo in questo post. Me stessa, qualche anno fa.

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