Remembering Chinaski

L’ho detto che adesso passerò di qui più spesso, vero? Bon, siete avvisati.

Ecco, a me quest’intervista ha proprio commosso. Mi ha sempre fatto una tenerezza inaudita, Bukowski. Da grande. Da ragazzina no, lo temevo. Vengo da qul tipo di cotè sociale che spinge ad osservare di sottecchi e con timore un uomo così.

Poi crescendo ho capito quanto c’era di tenero, delicato e disarmante. Al limite perfino a prescindere da quello che ha scritto. Basta guardarlo in faccia.

Oggi, se il dio degli scrittori me lo facesse incontrare nel setting più opportuno, diciamo una seduta spiritica, l’unica cosa che vorrei fare è stringerlo forte in un abbraccio di pancia, di quelli in cui due corpi coincidono dall’altezza del pube a quella del cuore senza nessuna distanza protettiva.

Dite che un fantasma non si può abbracciare? E che ne sapete voi, di quello che riuscirei a fare io, se solo ne avessi l’opportunità?

Bukowski-back

Annunci

6 thoughts on “Remembering Chinaski

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...