Canederli e papere

La Biancofiore ha scritto le sue memorie. Duecentosessantacinque pagine. A 44 anni. Se credete, posso ripeterlo in ordine diverso: A 44 anni. La Biancofiore ha scritto le sue memorie. Duecentosessantacinque pagine. Ma non è che cambi molto.  Non esiste variante a chiasmo che attenui l’orrore.

M’è venuto proprio spontaneo pensare a Marcel. A quest’ora ormai sicuramente noto come la centrifuga del Père Lachaise. Se siete devoti al culto del maestro e avete mai considerato l’ipotesi di un pellegrinaggio alla sua tomba, vi conviene affrettarvi. Perché alla velocità a cui lo immagino rullare, tra un paio di settimane garantito al limone che è in Cina.

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14 thoughts on “Canederli e papere

    • 1) l’articolo postato dalla ms è una roba che non ci si crede
      2) la Recherche secondo me è una delle robe più noiose che letteratura abbia partorito… vero che non mi togli il saluto e mi vuoi sempre bene?
      3) pensavo che l’espressione “il cuore oltre gli ostacoli” non si usasse più da una decina d’anni
      4) alla parola canederlo m’è presa come una pesantezza allo stomaco…
      5) cioè io e la Biancofiore siamo coetanei? gesù

      • Sulla Recherche facevo la sborona per compensare l’ego della Biancofiore con qualcosa di altrettanto imponente, ma ti confesso la verità: due soli ostacoli si frappongono ancora fra me e la copertura totale della letteratura classica. Joyce è uno (qualcosina di minore ho letto, i Bostoniani, ma lo sappiamo tutti che il Titanic qui è l’Ulisse), e l’altro è Proust. Però conto di rimediare a breve, poi ti dico. Per cui figurati se non ti voglio bene lo stesso.

      • Comunque qui ci rendiamo conto che ho scritto ‘I Bostoniani’ invece di ‘The Dubliners’, si? Ho avuto una folgorazione stamattina sotto la doccia. Niente da fare. Sono oltre ogni possibilità di recupero.

      • Io invece l’ho amato alla follia.’Ritratto di Signora’ prima di tutto, anche prima che la Campion ne facesse un film che pure mi è piaciuto. Ma anche tutto il resto. E poi erano una famiglia di geni, i James. Il fratello maggiore era uno psicologo di rara lungimiranza, dati i tempi, e la sorella minore, che morì giovane di cancro, tenne per anni un diario lucido e profondo, davero bello, che è la sua unica opera nota ma credo solo perché non fece in tempo a fare altro. Doveva essere un bel vivere, a casa James..

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