Mi ricorda qualcosa

Ok, lo ammetto, ho visto anche White House Down. E ovviamente non perdo tempo a chiedermi come sia stato possibile fare in tempi così brevi due film assolutamente identici – l’altro è ovviamente Olympus has fallen – nei contenuti, nella sostanza, ma soprattutto nel fatto di essere due puttanate iperstellari. Se proprio vi punge vaghezza di produrre cazzate fritte e rifritte, non sarebbe buona idea almeno centellinarle semel in biennio? Evidentemente no, perché ce le hanno ammanite in sequenza proprio una dietro l’altra.

Piuttosto, se proprio devo perdere tempo a farmi una domanda, mi chiedo come sia stato possibile che Emmerich, partendo da una cosina in fondo graziosa come Indipendence Day, sia riuscito a coprire tutta la parabola che collega la gustosa presa per il culo dell’immaginario patriottico americano, alla più bovina acquiescenza a stereotipi cupi e reazionari.

Perché Will Smith che prende a cazzotti il baccellone rugoso nel pieno deserto del Nevada io l’avevo trovato davvero riuscito.

 

Con questo non voglio dire di essermelo goduto come quella chicca di Mars Attacks! ma di sicuro mi aveva divertito più di questa merda a salve, troppo reazionaria perfino per avere il coraggio di essere dichiaratamente splatter.

Noto per inciso che in linea di principio i presidenti ficticious nel genere action movie che il cinema americano mette insieme da almeno 30 anni a questa parte – Harrison Ford, Bill Pullman, Aaron Eckart, William Hurt – sono tutti bianchi tra i 40 e i 50, wasp, bellocci, tonici, biondo cenere, e col capello inamidato a tettoia tipo America Graffiti.  Ma il modello iconografico sotteso è JFK o Big Jim?

Ad ogni modo almeno sotto questo profilo White House Down rappresenta pur sempre una minuscola evoluzione, no? Il presidente è tra i 40 e i 50, belloccio, tonico e col capello inamidato a tettotia che non si scompone di un pelo dalla prima all’ultima esplosione di materiale radioattivo in due ore di film. Parrucchieri coi controcazzi, alla White House. Ma almeno la nuance del capello non è biondo cenere. Per non parlare di quelle dell’incarnato che vira parecchio al gianduia.

Procedendo di questo passo, vedrai che prima o poi un filo di autoironia gli scappa fuori di sicuro.

 

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5 thoughts on “Mi ricorda qualcosa

    • In effetti il mio è una specie di istinto perverso. Certi film, ma anche certi libri, mi fanno proprio un effetto ipnotico. Passo tutto il tempo a chiedermi: ma può essere davvero TANTO brutto? E resto lì per verificare come una drogata. Con certi film italiani mi faccio dei trip che manco co’ la roba veramente buona.

      • ah ah ah! in effetti pure io a volte ci sono cascata, al grido di “ma non può essere COSI’ brutto”. E a volte era addirittura peggio.
        Tranquilla, ad un certo punto se ne esce.

  1. questa mattina a momenti dimentico di venire al lavoro per guardarmi “C’eravamo tanto amati”.
    Come abbia fatto a non vederlo mai prima d’ora non lo so, me ne rammarico molto.
    Frase cult: “una mezza porzione, abbondante!” “aoh ma ‘na porzione intera scarsa mai, eh!”

    • Film perfetto a cui sono legata come se fosse la storia della mia famiglia. Tutta la parte contemporanea – contemporanea per l’epoca ovviamente – è la Roma della mia infanzia esattamente come me la ricordo. I personaggi, come fossero zii e zie. Tutti perfetti. Un film che mi strazia di verità e bellezza. Per non parla’ delle risate.

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